Auf Wiedersehen sophIA La Germania si sfila dalla missione contro i trafficanti di migranti o è solo un siluro contro il Governo italiano?

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Se non è lui (Emma-nuel Macron), è lei (Angela Merkel).

La polemica è stata in-nescata ieri dai media te-deschi (tra cui l’emittente Ntv, Sueddeutsche Zei-tung e l’agenzia tedesca Dpa citando fonti gover-native), proprio mentre lo scontro Francia vs Italia a fatica si stava dipanando: Berlino intende ritirarsi dall’Operazione Sophia (uNavFor Med), nata nel 2015 per contrastare i trafficanti di migranti nel Mediterraneo, a cau-sa della riluttanza del go-verno italiano a permette-re ai rifugiati di sbarcare. Quasi inutile dirlo, scop-pia un gran polverone: allarme Italia sempre più isolata, appelli e richieste al Governo di riferire in Aula in merito. Tecnica-mente, come spiegato dal generale Eberhard Zorn, davanti alla Commissio-ne Difesa ed Esteri, la fregata Augsburg avreb-be dovuto essere sostitui-ta all’inizio di febbraio dalla Berlin, ma l’avvi-cendamento non ci sarà più, salvo nuove decisio-ni. ll siluro lanciato con-tro l’Italia si trasforma però in un assist per il vi-cepremier Matteo Salvini che affatto preoccupato dichiara: «O cambiano le regole o finisce la mis-sione». Piccata, l’artefice

della stessa Sophia, l’Al-to rappresentante per la politica Estera dell’Unio-ne europea, Federica Mogherini, risponde: «Se oggi l’Italia, che ha il co-mando e il quartier gene-rale dell’operazione, non vuole più Sophia, siamo pronti a chiuderla». Il commissario europeo alle Migrazioni, Dimi-tris Avramopoulos, fa un passo in più ma all’in-dietro: «Se l’Italia deci-de, dato che è il Paese al comando dell’operazione Sophia, di fermarla, sta all’Italia prendere questa decisione». Intervengo-no quindi fonti dell’Ue che smentiscono il ritiro della Germania, essen-do in realtà un «normale avvicendamento, già co-municato da tempo». Ma anche qui casca l’asino perché da Davos si vie-ne a sapere dal ministro della Difesa tedesco, Ur-sula Von der Leyen, che «per tre quarti dell’anno

il comando italiano ha mandato la nostra ma-rina negli angoli più re-moti del Mediterraneo, dove non ci sono rotte di trafficanti e nessuna rotta di migranti, per cui per mesi la Marina non ha avuto alcun compito sensibile». Della serie, se non mi lasci giocare minaccio di andarmene? Altamente probabile. Ma adesso, proprio grazie alla “provocazione” te-desca si torna al punto di partenza, proprio quello che l’Ue fa tanta fatica a recepire: «L’Italia non ha mai chiesto la chiusu-ra di Sophia. Ha chiesto che siano cambiate, in rigorosa e doverosa coe-renza con le conclusioni del Consiglio Europeo di giugno 2018, le regole relative agli sbarchi delle persone salvate in mare», ha detto il ministro degli Esteri Moavero Milanesi. E vogliono passare anche per umanitari!

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