IL LICENZIAMENTO RITORSIVO E NULLO

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Con la sentenza n.11352 del 29 aprile 2019 la Cassazione si è pronunciata su un interessante caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Un dipendente della Spa ACI GLOBAL era stato licenziato per giustificato motivo oggettivo, poiché a seguito della riorganizzazione aziendale il suo posto era stato soppresso. A seguito dell’impugnazione del licenziamento il Tribunale di Roma aveva ritenuto illegittimo il recesso e, in applicazione della tutela attenuata ex articolo 18 Statuto Lavoratori, comma quinto, aveva dichiarato risolto il rapporto alla data del licenziamento condannando la società datoriale al pagamento di una indennità risarcitoria pari a ventidue mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto oltre accessori.
La Corte d’Appello di Roma, invece, in accoglimento del reclamo del lavoratore, dichiarava nullo il recesso perché ritorsivo ed applicava la tutela reale piena di cui al comma uno dell’articolo 18 Statuto Lavoratori.
Va ricordato che l’articolo 18 nell’attuale formulazione prevede vari gradi di tutela. La tutela reale piena di cui al primo comma si applica ai casi di nullità del licenziamento in quanto discriminatorio o intimato in concomitanza col matrimonio o nei casi in cui è riconducibile ad altre ipotesi di nullità previste dalla legge o è sorretto da un motivo illecito determinante. Questa tutela comporta la reintegra nel posto di lavoro oltre al risarcimento del danno rappresentato dalle retribuzioni maturate dal licenziamento alla reintegra effettiva oltre ai contributi previdenziali e assistenziali. La tutela attenuata invece prevista da quinto comma (quella che aveva riconosciuto il Tribunale) comporta non la reintegra ma solo il risarcimento del danno.
La Corte ha escluso il giustificato motivo oggettivo poiché la riorganizzazione aziendale era stata solo programmata e delineata ma in effetti mai veramente attuata. Dopo il licenziamento, inoltre, la funzione svolta dal lavoratore era stata assegnata ad altro lavoratore dimostrando la pretestuosità della soppressione del posto di lavoro. Quanto al carattere ritorsivo del licenziamento questo era evidente, secondo la Corte, leggendo la sequenzialità degli eventi. Il lavoratore, un ingegnere qualificato, aveva chiesto una progressione di carriera e un aumento di stipendio. Inoltre aveva prospettato l’intenzione di usufruire di un periodo di malattia. Subito dopo era intervenuto il licenziamento.
La Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso proposto dalla Società soccombente confermando la decisione di merito favorevole al lavoratore.

GIOVANNI MAGLIARO
Il licenziamento ritorsivo è nullo e pertanto si applica la tutela reale di cui all’articolo 18 primo comma dello Statuto dei Lavoratori. Questo comporta la reintegra del lavoratore al posto di lavoro, il risarcimento del danno subito per il periodo dal licenziamento sino alla reintegra e il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per tale periodo. Il risarcimento è rappresentato da un’indennità commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto maturata dal giorno del licenziamento fino al giorno della reintegra. Da tale somma va dedotto quanto eventualmente percepito dal lavoratore nel medesimo periodo per lo svolgimento di altre attività lavorative. In sostituzione della reintegra il lavoratore, entro trenta giorni dalla sentenza, può optare per la risoluzione del rapporto di lavoro dietro corresponsione di un’indennità pari a quindici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto. Nella fattispecie il giustificato motivo posto a base del recesso è stato escluso poiché la riorganizzazione aziendale che doveva portare alla soppressione del posto di lavoro non era stata nei fatti attuata. Inoltre dopo il licenziamento le funzioni svolte dal dipendente licenziato erano state assegnate ad altro lavoratore. L’intento ritorsivo è stato dimostrato anche dalla cadenza temporale dei fatti di causa : la richiesta di rivendicazioni economiche connesse ad un diverso inquadramento e la volontà di usufruire di un periodo di malattia avevano preceduto di poco la determinazione del recesso.

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