A Mantova in calo il prezzo dei terreni, aumentano le contrattazioni

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La flessione soprattutto in collina. Cresce il valore delle compravendite: +17%. La commissione espropri: «È indice della sofferenza del settore agricolo» 

MANTOVA. Prezzi dei terreni in calo, soprattutto in collina e nella zona di Ostiglia, e aumento del numero e del valore delle contrattazioni. È quanto emerge dall’analisi dei valori fondiari curata dalla Commissione provinciale espropri in collaborazione con l’Agenzia delle entrate.

Un’analisi che sta alla base del calcolo dei Valori agricoli medi dei terreni, fondamentali nelle procedure di espropriazione per pubblica utilità. Nel 2019, il numero delle compravendite è aumentato rispetto all’anno precedente (da 482 a 526), ed è cresciuto anche il loro valore: da 67 a 81 milioni di euro (circa il 17% in più). In calo, invece, i prezzi dei terreni: la diminuzione media è del 6%. In particolare, la zona collinare (da 5,27 euro al metro quadrato a 4,19) e l’Ostigliese (da 3,37 a 2,92) sono le regioni agrarie con le contrazioni maggiori (rispettivamente -20,5% e -13,3%), mentre c’è stato un lieve incremento nell’area di Roncoferraro-Castelbelforte (da 3,87 a 3,95 euro a metro quadrato) e nel Viadanese-Marcaria (da 4,25 a 4,33).


«Il calo del mercato fondiario – sottolinea il presidente della Commissione, Nicola Balboni – che prosegue con questo trend dal 2014, è indice di sofferenza del settore agricolo. Tuttavia, si devono ricordare anche gli effetti positivi: mi riferisco all’accesso alla terra da parte degli agricoltori e alla minor incidenza sui costi di produzione. Infine, si devono sottolineare i minori costi per la collettività in caso di espropri per realizzare opere pubbliche». Per le associazioni di categoria, il calo non è una sorpresa. Coldiretti lo attribuisce al processo di ristrutturazione dell’agricoltura: «Le tendenze ribassiste, sia pure contenute – commentano dall’associazione – hanno caratterizzato soprattutto le aree dove il settore è meno intensivo. Nel caso, inoltre, in cui vi siano difficoltà di ricambio generazionale, il terreno viene offerto in vendita, con la conseguenza che, con l’aumento delle superfici sul mercato, tende a diminuire il valore. La frammentazione agricola radicata in collina ha amplificato con ogni probabilità questo aspetto. Anche l’emergenza della cimice asiatica in alcune aree del Basso Mantovano ha portato alcune aziende a scelte drastiche, con conseguente diminuzione dei prezzi».

Sottolinea l’entità modesta del calo la Cia Est Lombardia: «Si tratta di qualche punto percentuale. Anche le regioni che subiscono una flessione di maggiore entità comunque fanno registrare cali inferiori al 10%». Secondo Confagricoltura, invece, «l’andamento dei valori agricoli medi segue quello dei redditi agrari. Una volta i valori erano compensati dal fatto che la terra fosse considerata un bene rifugio, mentre oggi questa tendenza è in calo, così come sono in calo i redditi. Per quanto riguarda le colline moreniche, possiamo dire che in passato quest’area ha goduto di forti aumenti. L’attuala diminuzione può essere annoverata alla voce calo fisiologico».

Da: lagazzettadimantova.it


Rassegna Stampa Ugl Mantova

www.uglmantova.it

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