Lagarde: ripresa complessa, desincronizzata, diseguale e incompleta

Lagarde: ripresa complessa, desincronizzata, diseguale e incompleta

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La zona euro probabilmente ha superato il momento peggiore della crisi economica causata dalla pandemia di coronavirus (per certi versi peggiore di quella del 2008), ha detto la presidente della Banca centrale europea, mettendo in guardia, però, da una possibile seconda ondata


La zona euro probabilmente ha superato il momento peggiore della crisi economica causata dalla pandemia di coronavirus, ha detto questa mattina la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, mettendo in guardia, però, le autorità da una possibile seconda ondata. “Probabilmente abbiamo superato il punto più basso e lo dico con un po’ di trepidazione perché ovviamente potrebbe esserci una seconda grave ondata”, ha detto Christine Lagarde in un intervento trasmesso in streaming.

Bisogna, quindi, “rimanere prudenti” di fronte a questa possibilità, ha suggerito, sostenendo che la ripresa sarà una questione “complessa, desincronizzata” in base all’andamento della situazione sanitaria, “diseguale” in base alle vulnerabilità dei singoli Paesi e “incompleta, con molti settori economici che vedranno modificato il loro modo di operare”. La crisi attuale, ha osservato ancora, “è diversa dalla crisi finanziaria internazionale del 2008, per certi versi è peggiore”, ma questa volta nell’Eurozona “politica monetaria e fiscale lavorano insieme”, ha concluso la presidente della Bce.

Per far fronte alla recessione, nel meeting di giugno la Bce ha esteso il Pepp fino a metà 2021 e lo ha incrementato di 600 miliardi di euro portandolo a 1.350 miliardi. Dai verbali della riunione del 4 giugno ieri è emerso che il consiglio della Bce ha discusso su tempi e portata del programma di stimolo per far fronte all’emergenza, ma ha concluso che gli acquisti di bond sono lo strumento migliore date le circostanze e i benefici superano gli effetti collaterali negativi. Una risposta ai giudici di Karlsruhe che hanno dato tre mesi di tempo alla Bce per provare la proporzionalità dei suoi acquisti di titoli o la Bundesbank dovrà uscire dal programma.

Da: milanofinanza.it


Rassegna Stampa Ugl Mantova

www.uglmantova.it

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