Mantova, gli istituti scolastici a caccia di aule alternative

Mantova, gli istituti scolastici a caccia di aule alternative

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Per garantire il distanziamento il liceo Virgilio ospite di Archivio di Stato e Teresiana. Il Belfiore e l’Itis autosufficienti

MANTOVA – Le scuole riapriranno il 14 settembre, ma la caccia agli spazi alternativi per rispettare il distanziamento sociale anti Covid-19 è già partita. L’ansia di nuove aule si sta diffondendo ma, dalle prime verifiche, la situazione almeno nelle scuole superiori della città è sotto controllo.

Sembrano pochi, infatti, gli istituti costretti ad individuare nuovi locali dove dislocare studenti e docenti per non creare assembramenti nelle sedi storiche.

Tra questi c’è il liceo classico Virgilio che ha chiesto e ottenuto ospitalità sia dall’Archivio di Stato che dalla Teresiana. Istituzioni l’una statale e l’altra comunale, peraltro attigue alla scuola di via Ardigò.


«L’Archivio di Stato – spiega la vicepreside Elena Orlati – ci ha concesso il cortile per la ricreazione dei ragazzi che ci consentirà di organizzare magari due uscite scaglionate. Ci aveva proposto anche un’aula, ma era troppo piccola. La Teresiana, invece, ci ha messo a disposizione la Sala delle Vedute, dove riusciremo a dislocare una sola classe di 28-29 studenti. Ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato».

La vice dirigente non può esimersi dall’esprimere il rammarico verso chi, invece, ha detto no: «Avevamo chiesto spazi al museo Diocesano ma ci è stato risposto che non era disponibile, così come il Seminario vescovile, occupato dalle classi del Redentore.

Puntavamo anche sul Conservatorio: ci è stato detto che è sempre occupato». «Abbiamo fatto quello che potevamo, altri spazi non ne avevamo da concedere» fa eco Francesca Ferrari, direttrice delle biblioteche di Mantova.

Il liceo Virgilio, però, ha bisogno di altri locali: «Dobbiamo trasferire altre due classi di 27-28 studenti – dice Orlati – per evitare il dimezzamento e la didattica a distanza. Non vorremmo essere costretti ad utilizzare la biblioteca oppure la sala degli Addottoramenti, fredda d’inverno e con problemi di acustica. Rivolgo un appello a chi è disposto a darci una mano. Abbiamo chiesto anche all’Agenzia delle Entrate lo stabile di fronte al liceo, in via Pomponazzo, e siamo ancora in attesa di una risposta».

Situazione diametralmente opposta, invece, al liceo Belfiore e all’Itis Fermi, la scuola più affollata della città con oltre mille studenti. «Ho appena comunicato alle famiglie che abbiamo spazi sufficienti per accogliere in sicurezza tutti gli studenti, senza bisogno di ricorrere ad altre strutture» dice Cristina Patria, preside del Belfiore. Sarà autosufficiente anche il Fermi: «Con i nostri 22mila metri quadrati non abbiamo bisogno di altri spazi – sostiene la dirigente Marianna Pavesi, assessore alla pubblica istruzione nel capoluogo – abbiamo già fatto tutte le verifiche tecniche».

Al Pitentino, invece, la situazione è in divenire. Spiega la preside Daniela Villa: «Sto organizzando gli spazi, ho visto che ci sono alcune classi in difficoltà, tanto che utilizzeremo anche l’aula magna. Ho inoltrato le nostre richieste per quanto riguarda l’organico e se due-tre classi venissero ridotte riusciremmo a tenerle dentro. Certo, servono docenti in più, altrimenti saremmo costretti a mettere studenti in presenza e a distanza». Anche al Bonomi-Mazzolari non si profilano grandi cambiamenti: «Modificando qualche ambiente – dice il preside Roberto Capuzzo– e ricorrendo alla didattica a distanza, che non va demonizzata, riusciremo a tenere tutti gli studenti in sede. Si cerca fuori solo se ci sono i docenti che ci consentono di dimezzare le classi…».

Da: lagazzettadimantova.it


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