Bancomat, il rischio aumento dei costi sui prelievi di contante

Bancomat, il rischio aumento dei costi sui prelievi di contante

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Al vaglio dell’Antitrust la proposta di Bancomat sul via libera alle banche per le commissioni applicabili ai non clienti

Sarà una vera e propria torre di Babele. E a farne le spese saranno, ancora una volta, in primis i clienti. Ma anche alcune categorie di banche saranno danneggiate dalle nuove modalità di remunerazione del servizio di prelievo del contante, che Bancomat Spa ha sottoposto all’approvazione dell’Antitrust, con il supporto di alcuni principali istituti di credito suoi azionisti. Nella compagine sociale di Bancomat Spa figurano 125 soggetti, ma solo i primi 5 soci detengono quasi l’80% del capitale: Intesa Sanpaolo con Ubi (31,5%), Unicredit (18,9%), Iccrea Banca (11,6%), Banco Bpm (7,7%) ed Mps (7,6%).

Il cambio di paradigma

L’idea è di far pagare al titolare della carta di debito una commissione per ogni prelievo di contante effettuato presso un terminale Atm (Automatic Teller Machine, chiamato comunemente sportello bancomat) di una banca diversa da quella emittente (cosiddetto prelievo in circolarità). La commissione però sarebbe definita in via autonoma dall’istituto bancario proprietario dello sportello automatico che eroga le banconote e non più dal contratto con la propria banca, com’è adesso.

Ogni banca, quindi, potrebbe applicare la commissione che desidera ai non clienti e l’onere sarebbe noto al titolare della carta solo al momento del prelievo, quando verrebbe mostrata sul display. Per essere più espliciti possiamo riassumere in: «banca che vai, costo di prelievo che trovi».

Oggi, invece, la possibilità di effettuare il prelievo con la carta Bancomat allo sportello Atm di una banca diversa da quella del cliente viene offerta da diversi istituti gratuitamente, soprattutto tra le banche online, le più penalizzate se va in porto una riforma destinata a stravolgere le dinamiche concorrenziali del sistema bancario.

IL QUADRO ODIERNO DEGLI SPORTELLI AUTOMATICI (ATM)

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Il sondaggio della Bce

Secondo una ricerca della Bce ripresa in un recente studio di Banca d’Italia, il 53% degli italiani (tra gli intervistati) ha dichiarato di non pagare alcuna commissione sui prelievi da qualsiasi terminale Atm. Il 35% ha invece
affermato di dover sostenere dei costi a volte, per esempio se utilizza l’Atm di una banca diversa dalla propria. Il restante 12% non ha saputo rispondere perché non presta attenzione alle comunicazioni della banca.

Con l’attuale sistema le commissioni sono concordate dal cliente con il proprio istituto di credito, che può anche modificarle, ma solo con un giustificato motivo e previa comunicazione da inviare in anticipo al cliente,che a sua volta ha la facoltà di recedere dal contratto.

Controlli in estinzione

A prescindere dalla decisione di addebitare al proprio cliente una commissione per il prelievo di contante da uno sportello automatico di altri gruppi, la banca che emette la carta deve riconoscere all’istituto proprietario del terminale Atm un importo pari a 0,49 euro a prelievo. L’importo che le banche si scambiano per i prelievi presso i propri Atm è stabilito ogni due anni insieme all’Antitrust sulla base del monitoraggio dei costi effettivi che l’intero sistema sostiene. Poi ci sono banche che decidono di sobbarcarsi l’onere e non far pagare nulla ai clienti e altre che, invece, fanno pagare anche 2 euro, realizzando così ampli margini.

Con il nuovo modello, invece, la commissione interbancaria decadrebbe. Da inizio 2021 è già stata ritoccata al ribasso, anche se di un solo centesimo, da 0,50 a 0,49 euro. Potrebbe quindi apparire poco consistente la motivazione di Bancomat, che nel documento presentato all’Antitrust giustifica la necessità di passare al nuovo modello anche per «l’aumento dei costi sostenuti dalle banche nella gestione degli Atm, legati all’evoluzione tecnologica di tali apparecchiature e ai maggiori rischi collegati ad iniziative fraudolente; costi che in molti casi, sarebbero maggiori rispetto all’ammontare della commissione interbancaria».

Inoltre con il nuovo sistema l’Authority non avrebbe più il presidio sui costi: si perderebbe la possibilità di rilevare le maggiori efficienze del servizio e di riconoscerle ai consumatori. Le banche, quindi, non avrebbero alcun interesse a ridurre i costi ai non clienti; anzi sarebbero incentivate ad alzarli per invogliare l’utente a diventare cliente.

Da: ilsole24ore.it

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