Lavoro, sanità, sostegno alle attività produttive. Ecco cosa chiedono gli italiani a Draghi

Lavoro, sanità, sostegno alle attività produttive. Ecco cosa chiedono gli italiani a Draghi

Spread the love

Il 66% non si è ancora fatto un’idea chiara del Recovery Plan. Fiducia in Draghi al 67%, scetticismo sulla ripresa

Missing, scomparso nel polverone dello scontro politico. Il Recovery Plan, il sacro graal da 209 miliardi per il quale si è combattuta una guerra di governo, appare a stento nel radar degli elettori. Che in compenso hanno le idee chiare sulle priorità di politica economica: chiedono misure per il lavoro, investimenti nella Sanità, sostegno al tessuto produttivo. Non misure assistenzialiste, come il reddito di cittadinanza. La maggioranza degli italiani è pronta ad affidare al governo Draghi le sue speranze di ripresa, ma resta molto preoccupata per le sorti dell’economia nel secondo anno dell’era Covid.

Draghi e l’economia

Nel sondaggio realizzato da Winpoll per il Sole 24 Ore proprio alla vigilia del battesimo del

Le priorità per la ripresa

La priorità delle priorità, secondo un trend consolidato nei sondaggi e rafforzato dalla crisi Covid, resta il lavoro. Oltre due italiani su tre mettono in cima agli obiettivi di politica economica che il nuovo governo dovrebbe perseguire la formazione e le misure per favorire l’occupazione. Il lavoro viene prima anche della richiesta di maggiori investimenti nella sanità (52%). Così come, coerentemente con la preoccupazione per l’occupazione, la richiesta di misure per il rilancio delle imprese (30%) precedono in graduatoria la riforma fiscale con taglio delle tasse. Restano comunque nel radar anche la riforma della giustizia civile, le infrastrutture e gli investimenti green. Curiosamente in fondo all’elenco la riforma della pubblica amministrazione: viene il sospetto che ormai, dopo i vari tentativi di riordino che si sono succeduti, la quotidiana battaglia dei cittadini e delle imprese contro i ritardi burocratici stia cedendo alla rassegnazione.

Recovery, questo sconosciuto

Due intervistati su tre ammettono di «non essere riusciti a farsi un’idea chiara» del Piano per la ripresa/Recovery plan. Pur facendo la tara della complessità e ampiezza di una materia che spazia dalla sanità alla scuola, dal digitale alle infrastrutture green, è evidente che l’attenzione degli elettori si è focalizzata più sulle ragioni politiche della crisi di governo innescata da Matteo Renzi, che sulle argomentazioni basate sulla debolezza delle riforme contenute nelle prime bozze del piano e sulla necessità che a gestire il “piano Marshall” da 209 miliardi fosse la squadra di governo migliore che il Paese fosse in grado di esprimere.

Reddito di cittadinanza flop

Plebiscito negativo contro il reddito di cittadinanza. Tolto un 5% di «non so», l’88% degli intervistati ritiene che non abbia funzionato (nel grafico dell’edizione cartacea del Sole 24 Ore per un errore era stata riportata una percentuale del 65%). E solo il 45% è disposto a concedergli una seconda chance, previa riforma. Fanno eccezione, comprensibilmente, solo gli elettori M5S che lo promuovono al 72%.

Pessimisti e ottimisti

Venendo infine all’economia nazionale, gli italiani si dividono quasi equamente in tre categorie. Nonostante Istat e Bankitalia stimino per il 2021 un rimbalzo del Pil rispettivamente del 4 e del 3,5%, infatti, i pessimisti sono la categoria più numerosa, pari al 38%. Seguono gli ottimisti, al 35%, e coloro che prevedono una situazione invariata nel 2021, al 27%. Agli elettori di Italia viva la palma dell’ottimismo, seguiti dai dem. Lega e Fratelli d’Italia guidano invece il fronte pessimista.

Le speranze delle famiglie

Di solito nei sondaggi, anche per motivi umanamente comprensibili, i singoli sperano sempre di cavarsela meglio della collettività nazionale. Ma nell’attuale frangente dominato dall’emergenza Covid, la scarsa fiducia nelle possibilità di una ripresa economica nel 2021 si riflette negativamente anche sulle prospettive economiche personali e familiari. Solo il 13% degli intervistati ritiene che miglioreranno (il 14% potrà aumentare i consumi), mentre il 64% pensa che resteranno invariate. Un dato che fa riflettere dal momento che l’economia è uno dei settori della vita umana in cui le profezie si autoavverano.

Da: ilsole24ore.it

www.uglmantova.it

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.